COSA SONO I REGISTRI AKASHICI: UNA CONOSCENZA OLTRE L’ORDINARIO

Akasha, in sanscrito significa etere o spazio, il primo dei cinque elementi base dell’intero universo, il vuoto che permette agli altri di esistere e manifestarsi.

La parola Akasha si utilizza anche per definire un piano di coscienza cosmica che funge da archivio della storia di ogni anima. Questo piano si trova tra il piano eterico e quello astrale del nostro universo, la quinta dimensione, è uno spazio parafisico, una dimensione parallela sempre disponibile.

Akasha, di cui i Registri sono costituiti, potrebbe essere definita anche come “la matrice eterna delle cose”, il più impercettibile degli elementi, quello che veicola il suono e che racchiude e custodisce tutta la memoria del creato.

E’ una dimensione vibrazionale non governata e limitata dalle leggi di spazio e tempo, perciò può contenere una quantità infinita di informazioni.

Nei Registri Akaschici sono infatti registrate e custodite tutte le esperienze (le circostanze, le idee, le emozioni, le parole, i propositi e le azioni) che ogni essere ha vissuto dal momento in cui si è separato dalla luce della fonte, e ha incominciato ad entrare nei diversi piani della materia fino a giungere su questo piano, iniziando il ciclo delle vite terrene.

Questo archivio è una sorta di campo cosmico che ci connette tutti gli uni agli altri e contiene ogni simbolo o archetipo esistente, ed è molto lontano dall’essere un semplice archivio statico, infatti esso ha una grande influenza sulla vita di ogni giorno, ispira i nostri sogni, le nostre idee o invenzioni, modella il nostro livello di consapevolezza…

Il Registri Akashici hanno origini molto antiche. Nei testi sacri, nelle tradizioni o nei miti di numerosissime culture di ogni tempo infatti, c’è una accenno ad essi.

Si parla di loro nella Bibbia, nei testi sacri dell’Induismo e nelle tradizioni di numerosi popoli come quello degli egiziani, dei sumeri, assiri, fenici, persiani, greci, ebrei, celti, maya ecc..

Avvicinandoci ai giorni nostri tra i più grandi predecessori troviamo senza dubbio, per citarne alcuni, Edgar Cayce, Madame Blavatsky, Alice Balley e Rudolf Steiner che hanno saputo accedere alla memorie animiche dell’essere umano e alla memoria dell’anima planetaria, apportando informazioni preziosissime attraverso i loro libri e scritti.

Tra i nostri contemporanei non si può non citare Anne Givaudan e Daniel Meruois, due autori che hanno descritto e fatto arrivare a noi, attraverso numerosi libri, le informazioni dei loro “viaggi” nei Registri Akaschici.

Dal punto di vista fisico-scientifico già agli inizi del ventesimo secolo Nikola Tesla (inventore, fisico e ingegnere elettrico) parlava di un “veicolo originale” che riempiva lo spazio, comparandolo all’Akasha, e cercò di spiegare tutto questo nel suo articolo inedito del 1907 “Man’s Greatest Achievement” (articolo attraverso il quale cercò anche di delineare la sua teoria dinamica della gravità). In tale documento scrisse che questa sorta di campo di forza, “diviene materia quando l’energia cosmica agisce su di esso e, quando la sua azione cessa, la materia svanisce e ritorna all’Akasha”.

Purtroppo queste teorie, così come tante altre sue scoperte e intuizioni geniali, vennero screditate e caddero nel vuoto.

Recentemente anche la scienza ha apportato un contributo importante in merito, parlando dell’esistenza di un campo energetico che connette ogni cosa nell’universo (rif. Ervin Laszlo, “Science and the Akashic Field”, 2004).

Precedentemente a Laszlo, il biologo britannico Sheldrake, partendo dai sistemi viventi, postulò l’esistenza di un campo di informazione, una sorta di campo di coscienza condiviso (campo morfico) che contiene tutte le informazioni inerenti ad una determinata specie (la sua teoria del campo morfogenetico).

Inoltre Sheldrake nel suo libro “The Presence of the Past”, avanza l’ipotesi che i “campi ricordi” possano essere memorizzati in un campo di informazioni che contiene in sé tutti i dati e al quale si può accedere.

Possiamo dire quindi che, l’indagine che Sheldrake aveva svolto partendo dai sistemi viventi, Laszlo l’ha estesa al micro e macrocosmo, ovvero a tutto il campo cosmico-quantistico, contribuendo a conferire un importante credito e valore a ciò che, in un qualche modo, gli antichi avevano già intuito, conosciuto e di cui avevano fatto esperienza.

IN COSA CONSISTE UNA LETTURA DEI REGISTRI AKASHICI

Una Lettura dei Registri Akashici consiste nell’aprire gli archivi dell’anima e permettere che l’informazione affluisca da un profondo livello spirituale per lavorare su modelli (di condotta, di pensieri e di emozioni) presenti in questa vita, per cogliere le indicazioni utili alla propria evoluzione.

L’informazione su vite passate può o non essere importante, ma quello che lo è sempre, è la guida che si riceve per aiutarci a elaborare, integrare o trasformare modelli di comportamento non benefici o funzionali per noi, così come fare chiarezza sulla direzione possibile da prendere in determinate situazioni in cui possiamo sentirci persi nel cammino della nostra vita, o in cui ci troviamo a ripetere una stessa situazione senza comprenderne davvero il significato, l’insegnamento, o il consiglio che si cela dietro ad essa.

Potremmo ricevere preziose indicazioni su come affrontare un determinato momento importante per noi, consigli in merito a progetti che vogliamo realizzare, riuscire a comprendere in profondità gli avvenimenti, ripolarizzare gli aspetti non funzionali della nostra personalità, sciogliere “tematiche karmiche”, fare chiarezza sul nostro “scopo di vita”, ricordare chi siamo, chi siamo stati e dove stiamo andando e, in definitiva, fare luce sul prossimo passo nel nostro percorso di consapevolezza ed evoluzione.

I REGISTRI AKASHICI NELL’ANTICHITA’ E NEI NOSTRI TEMPI. DIVENTARE LETTORI

Nell’antichità la Lettura dei Registri Akashici era una conoscenza che si apriva ed era riservata a cerchie ristrette di iniziati, e questo forse ha contribuito a generare una sorta di alone misterioso che, in un qualche modo, forse tuttora percepiamo attorno ad essi.

Da un lato ci potrebbe essere mistero, dall’altro non conoscenza e, in entrambi i casi, il tutto unito a quel sostanzioso pizzico di difficoltà che culturalmente abbiamo nel percepire e nel considerare reale ciò che non vediamo fisicamente con gli occhi e che non possiamo toccare materialmente con mano.

Ma al di là di ogni personale percezione, al di là che nella sacrosanta diversità e vastità degli esseri umani in tanti possono non sentirsi affini o attratti da questi temi perchè semplicemente hanno altri interessi e strumenti di evoluzione, ci tengo molto a comunicare che riuscire a leggere i Registri Akashici non è un dono “per pochi eletti”.

E ora più che mai proprio nel tempo che stiamo vivendo.

Perché è proprio in questo tempo così stra-ordinario, veloce, molto delicato e sfidante da diversi punti di vista, che questo profondo strumento di consapevolezza, evoluzione e “auto-guarigione” potrebbe davvero contribuire a fare la differenza, prima di tutto per noi stessi e, di riflesso, per l’intera umanità.

Perché ora più che mai c’è bisogno di andare all’essenza, al cuore delle cose, ora più che mai c’è bisogno di trovare solidità e punti fermi interni, ora più che mai c’è bisogno di consapevolezza, speranza, direzione, amore e condivisione.

Possiamo esserne più o meno consapevoli, ma questo non cambia il fatto che il tempo che stiamo vivendo e verso il quale ci stiamo dirigendo, segna il passaggio di un importante paradigma: non è più il tempo di “maestri” o “profeti” che sono al di fuori di noi.

I tempi sono maturi per riconoscerlo, per contattare quella saggezza che ognuno di noi custodisce dentro di sé collegata a tutto il creato, collegata ad ogni cosa nel macrocosmo così come nel microcosmo.

Siamo tutte anime in cammino, un sacro cammino in cui la magia è aiutarsi e sostenersi l’un l’altro, certamente ognuno di noi ha differenti esperienze e consapevolezze, ma siamo tutti e allo stesso tempo, maestri di noi stessi e allievi della vita e di tutte le persone ed esseri viventi che ci circondano.

I Registri Akashici sono a disposizione di ognuno di noi, senza distinzione alcuna, l’aspetto davvero importante risiede nella voce che ci chiama ad essi.

Che sia una voce che abbia origine da un cuore sincero che desidera autenticamente crescere, riscoprire e ricollegarsi alla sua infinita saggezza, da una coscienza che desidera espandersi e da un’anima che desidera intimamente la propria evoluzione come quella di tutti gli esseri viventi.

E poi, come in ogni altra cosa, è necessaria una pratica costante sempre alimentata dal nostro fuoco interiore della passione e dell’amore per ciò che stiamo facendo, nonché dalla nostra coerenza, serietà e purezza di intenti.

La lettura dei Registri Akashici è, quindi, una pratica che può essere “appresa” (e con premura, come per ogni cosa importante, fatta maturare), perché ogni essere umano ha già insito in sé la capacità di “canalizzare” e accedere umilmente a informazioni essenziali e importanti per se stesso e, se si sentirà chiamato a farlo, per facilitare questo processo ad altre persone, contribuendo a fare in modo che noi tutti possiamo ricordare chi siamo e dove stiamo andando.

Certamente per alcuni può essere più semplice e fluido che per altri, alcuni possono avere la sensazione di farlo da sempre, altri di riuscirci ma con più impegno e costanza, altri ancora potrebbero sentire di avere bisogno di rivolgersi a un Lettore o una Lettrice più “esperta”, ma ciò che resta è che questo potente e sacro strumento di conoscenza ed evoluzione è sempre disponibile per chiunque senta profondamente di volerlo ricevere.

Con il cuore

Sara

“Un maestro non è chi insegna qualcosa ma chi ispira “l’allievo” a dare il meglio di sè per scoprire e fare emergere una conoscenza che già possiede nella propria anima”

Paulo Coelho